Processi di decisione

Da Socialforge.

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Processi di decisione: definizione

I processi di decisione collettiva sono dei metodi con cui singoli individui entrano in relazione tra loro per pervenire ad una decisione che ha effetto su altri individui.

Processi di decisione: tipologie

DECISIONE D'AUTORITA'

All'interno del gruppo vi è una struttura gerarchica ben definita per cui si decide in base ai ruoli assegnati. Il coinvolgimento dei soggetti del gruppo è minimo in quanto vi è un processo di delega all'autorità costituita o riconosciuta. Il metodo basato sull'autorità può essere: a) autocratico (decide uno solo) b) autocratico con consultazione (decide uno solo dopo essersi consultato) c) oligarchico (decidono poche persone).

DECISIONE PER INERZIA

Si ha quando il gruppo lascia cadere per disinteresse, stanchezza od altro ogni argomentazione. In tal caso, solitamente, l'ultima proposta fatta viene approvata anche se, magari, nessuno è soddisfatto di quell'idea. Con questo processo si possono "evitare" di discutere proposte che imbarazzano il gruppo o parte di esso, invece di affrontarle si preferisce lasciarle cadere nel vuoto.

DECISIONE A MINORANZA FORZATA E/O MANIPOLATIVA

Si verifica quando, volutamente o casualmente, due o tre persone all'interno del gruppo si "alleano" e poi spingendo sul gruppo lo portano ad assumere decisioni che possono essere prese senza il reale consenso della maggioranza. Per arrivare ad una decisione presa in questo modo il gruppo degli "alleati" può manovrare in modo da distogliere l'attenzione, può cercare di evitare che si formi un'opposizione facendo sentire gli eventuali oppositori degli ostruzionisti. Esempio: Su questo punto siamo tutti d'accordo. Qualcuno ha delle obiezioni? No, bene. Allora la proposta è approvata. Ovviamente l'esempio va considerato se accade in un contesto specifico e viene portato avanti in un determinato modo. Tale da invitare i dissenzienti a starsene zitti perche si sentono psicologicamente dei guasta feste.

DECISIONE A MAGGIORANZA

E' una modalità dove si rischia di "spaccare" il gruppo in due o più fazioni e dove può scattare il meccanismo vinci/perdi per cui ci può essere la tentazione per chi non ha visto la sua decisione approvata di rifarsi in una successiva occasione indipendentemente dalle posizioni espresse o dalla discussione emersa. Per poter essere utilizzato il gruppo deve essere certo di aver creato un clima per cui tutti i partecipanti sentano di essersi potuti esprimere compiutamente e si sentano in obbligo di uniformarsi alle decisioni della maggioranza.

DECISIONE PER UNANIMITA'

E' la decisione perfetta sul piano razionale, ma estremamente difficile da realizzare. L'unanimità non è necessaria se può essere sostituita da un reale consenso. Questo metodo potrebbe essere importante per decisioni fondamentali per la vita stessa del gruppo. Il grado di energia e di tempo che richiede può far risultare questo meccanismo inefficace e dispendioso.

DECISIONE PER CONSENSO

E' il metodo preferito dai gruppi che si prefiggono di lavorare in un'ottica nonviolenta. Consenso non è unanimità. Si può avere solo quando la comunicazione è stata molto aperta e il clima di fiducia è elevato. Nel gruppo quindi non si prendono decisioni alle quali non acconsentano ( che non vuol dire siano d'accordo) tutti i membri. Tutte le persone devono essere in grado di esprimersi e di sentirsi ascoltati.

Il metodo consensuale è ostacolato da:

  • atteggiamenti competitivi (vinco/perdi)
  • aver paura di esprimere conflitti e sentimenti
  • delega al leader
  • pensare solo ai propri bisogni

Il metodo consensuale è favorito da:

  • volontà di cooperare,
  • fiducia,
  • considerare le idee come un patrimonio di tutti,
  • meccanismi che evitano il leader (attenzione a distinguere fra leadership autoritaria e funzionale **),
  • l'attenzione a valorizzare sentimenti, empatia, conflitti.

Le fasi del processo consensuale sono:

  • informazione
  • proposte (magari col metodo del brainstorming, o tempesta di idee)
  • scelta e formulazione delle proposte
  • discussione
  • riassunto chiaro dei punti emersi
  • obiezioni
  • decisione ed attuazione

Un punto centrale nelle fasi del processo consensuale è quello delle obiezioni. Le obiezioni possono essere di due tipi:

  • obiezioni bloccanti, in quel caso la decisione è bloccata e si rincomincia a discutere dall'obiezione stessa
  • obiezioni non bloccanti, in questo caso l'atteggiamento del singolo individuo può essere o collaborativo (non condivido, ma mi adeguo e vi aiuto) o non collaborativo (non condivido, il gruppo vada avanti su questa decisione, io però non mi sento di aiutarvi).

In talune occasioni di estrema gravità e urgenza, può essere necessario un meccanismo basato sulla fiducia che il gruppo ha ormai acquisito al suo interno: è il metodo dei "decisori veloci". Di solito sono due persone che hanno la fiducia del gruppo e che sono incaricati, in determinate situazioni, di decidere per il gruppo. La decisione può essere messa in discussione, ma solo dopo essere stata eseguita.

    • = la leadership autoritaria è quella che non lascia spazio e che accentra tutti i ruoli su di sè. E' tipica del leader carismatico. La leadership funzionale distribuisce i ruoli e i compiti all'interno del gruppo. Tutti sono responsabilizzati e si sentono "proprietari" del gruppo. Non c'è qualcuno che emerge, sempre ed in ogni campo, su tutti.

Processi di decisione: risoluzione di conflitti

Prendere delle decisioni vuol dire risolvere dei conflitti. Sulla scorta della "Teoria dei Giochi", si possono definire diverse strategie con le quali affrontare il conflitto:

  • strategia competitiva, basata sul vinco/perdi o, paradossalmente, sul perdo/perdi (tu però perdi più di me);
  • strategia collaborativa, basata sul vinco/vinci dove si cerca di vincere insieme e/o si fanno delle mediazioni per evitare che una delle parti si senta un perdente;
  • strategia annullativa, basata sul perdo/vinci dove io mi sacrifico per te.


  • Unanimità. E' comunemente usata dalle giurie is commonly used by juries in criminal trials in the United States. Unanimity requires everyone to agree on a given course of action, and thus imposes a high bar for action.
  • Maggioranza requires support from more than 50% of the members of the group. Thus, the bar for action is lower than with unanimity and a group of “losers” is implicit to this rule.
  • Range voting allows a group to select one option from a set by letting each member score one or more of the available options. The option with the highest average is chosen. This method has experimentally been shown to produce the lowest Bayesian regret among common voting methods, even when voters are strategic.
  • Consenso. tries to avoid "winners" and "losers". Consensus requires that a majority approve a given course of action, but that the minority agree to go along with the course of action. In other words, if the minority opposes the course of action, consensus requires that the course of action be modified to remove objectionable features.
  • Gathering involves all participants acknowledging each other's needs and opinions and tends towards a problem solving approach in which as many needs and opinions as possible can be satisfied. It allows for multiple outcomes and does not require agreement from some for others to act.
  • Sub-committee involves assigning responsibility for evaluation of a decision to a sub-set of a larger group, which then comes back to the larger group with recommendations for action. Using a sub-committee is more common in larger governance groups, such as a legislature. Sometimes a sub-committee includes those individuals most affected by a decision, although at other times it is useful for the larger group to have a sub-committee that involves more neutral participants.
  • Pluralità, where the largest block in a group decides, even if it falls short of a majority.
  • Dittatura. where one individual determines the course of action.
  • Partecipazione., where each actor would have a say in decisions directly proportionate to the degree that particular decision affects him or her. Those not affected by a decision would have no say and those exclusively affected by a decision would have full say. Likewise, those most affected would have the most say while those least affected would have the least say.

Plurality and dictatorship are less desirable as decision rules because they do not require the involvement of the broader group to determine a choice. Thus, they do not engender commitment to the course of action chosen. An absence of commitment from individuals in the group can be problematic during the implementation phase of a decision.

There are no perfect decision making rules. Depending on how the rules are implemented in practice and the situation, all of these can lead to situations where either no decision is made, or to situations where decisions made are inconsistent with one another over time.